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SGURGOLA - PANORAMA - - Le più belle foto dell'Italia

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SGURGOLA - PANORAMA -

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RELEONE

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Sgurgola è un piccolo grazioso centro della Ciociaria situato sulle pendici dei Monti Lepini, da dove domina la valle del fiume Sacco. Il paese è in provincia di Frosinone (da cui dista 24 km) e a circa 70 km da Roma. Fino al 1927 si trovava proprio in provincia di Roma, prima dell'istituzione della provincia di Frosinone.


Storia:
Una tradizione vuole che il paese sia stato fondato da Spartaco, il gladiatore trace che guidò la rivolta degli schiavi del 73-71 a.C. (terza guerra servile): questo spiegherebbe lo spirito ribelle attribuito (almeno in passato) agli sgurgolani, che durante il fascismo ebbero molti perseguitati politici.
Più probabilmente il paese nacque al tempo delle invasioni barbariche, come rifugio delle popolazioni di Anagni, di Ferentino e degli altri paesi dei dintorni, vista la sua posizione protetta, tale da garantire il controllo della valle sottostante.
Il nome antico del paese era infatti Sculcula, che potrebbe essere un diminutivo del termine del latino tardo (VI secolo) sculca che significa "vedetta", a sua volta derivato dal gotico skulka , che significa "spia".
Secondo altri il nome verrebbe dalle numerose sorgenti che "sgorgano" dalla roccia calcarea su cui è costruito il paese; in questo caso l'etimologia potrebbe essere la stessa del paese di Gorga, che sorge sul versante opposto (quello romano) dei Monti Lepini, proprio all'altezza di Sgurgola.
In realtà la zona di Sgurgola era abitata da tempi molto antichi, come testimonia la tomba a grotticella attribuita all'età eneolitica (III millennio a.C.), di un uomo intorno ai 30 anni, ritrovata nel 1880 in una grotta nella zona della stazione.
La sepoltura è ora conservata al museo Pigorini di Roma, insieme al suo corredo funerario, costituito da punte di freccia, un’ascia-martello in pietra, un pugnale di rame e un vasetto d'impasto a fiasco. Gli zigomi e la mascella erano colorati con cinabro, evidentemente come traccia di riti successivi alla sepoltura e alla decomposizione del corpo.
Nella località di Villamagna, non lontano dalla stazione, esistono poi i ruderi di una villa romana di età tardo-imperiale.
Le prime notizie scritte su Sgurgola sono nella bolla di papa Urbano II del 21 agosto 1088, in cui il castello, detto “Castrum Sculcule” è assegnato a Pietro, vescovo di Anagni, insieme ad altri castelli della zona, tra cui quello di "Villam Magnam”.
La storia di Sgurgola è costellata da continui passaggi sotto il dominio di diverse famiglie feudali: dai conti di Ceccano ai Torelli, ai Caetani ed infine ai Colonna.
La tradizione dice che Sgurgola fu teatro di alcuni degli eventi del 1303, culminati con lo "schiaffo d'Anagni".
La popolazione sgurgolana crebbe molto a partire dal Settecento, con la colonizzazione dei terreni di pianura lungo il Sacco, e vide anche un espansione urbanistica dell'abitato, dal nucleo centrale, intorno alla Rocca, alla zona dell'attuale corso e verso la via del Carpino.
Quando Roma divenne capitale del regno d'Italia, nel 1870, richiamò gente da tutta Italia, e molti sgurgolani, grazie alla vicinanza e alla costruzione della ferrovia, si trasferirono a Roma, spesso lavorando proprio nelle Ferrovie e insediandosi nelle "case dei ferrovieri" a S. Lorenzo, vicino alla stazione.
Come detto in precedenza Sgurgola fu centro di lotte sociali e di resistenza antifascista (vedi la vita di Medoro Pallone, mio nonno).
A partire dagli anni '50, con l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno, e con la costruzione dell'Autostrada del Sole, negli anni '60, la piana del Sacco ha visto sorgere diverse fabbriche, soprattutto farmaceutiche e di materie plastiche, che impiegano diversi sgurgolani. La costruzione all'inizio del terzo millennio della linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli, ha ancora modificato la valle.
Molti sgurgolani abitano in paese e lavorano a Roma, grazie alla rapidità (non unita alla frequenza e all'efficienza) dei trasporti.
Oltre alle industrie nella valle, l'economia sgurgolana è basata sulla coltura della vite e dell'olivo: in paese esiste un frantoio cooperativo che lavora le olive locali. Inoltre esistono allevamenti su base familiare di animali da cortile e nella valle sono allevati bovini (soprattutto da latte) e ovini, anche se le recenti vicende dell'inquinamento del Sacco e degli altri corsi d'acqua hanno seriamente danneggiato gli allevatori locali.
A Sgurgola sono nati il medico e patriota mazziniano Pietro Sterbini (1793-1863), ministro dei Lavori pubblici della Repubblica romana del 1849 e il poeta dialettale Attilio Taggi (1867-1950).


Visita:
Si arriva in paese percorrendo la via Casilina e poi la Morolense (vedi itinerario più avanti); un ponte, forse di origine romana, supera il fiume Sacco che forma una cascatella.
Accanto al ponte è ben visibile una torre merlata di origine medievale, la Mola Colonna, che probabilmente in origine era posta a difesa del ponte, ma poi fu adibita a mulino (da cui il nome), sfruttando la forza motrice dell'acqua del Sacco.
La Mola è alta 17,5 metri ed ha una pianta quadrata con lato di 7 metri, si sviluppava su tre piani (oggi ne resta uno), e dell'antico uso militare conserva feritoie sormontate da finestrelle quadrate.
La torre ha subito numerosi restauri nei secoli, e per qualche tempo fu anche usata come centrale di energia elettrica per l'illuminazione di Sgurgola, Morolo e Supino.
Nel 2003 la torre è divenuta di proprietà comunale, e l'allora sindaco, direttore della banda di Berlusconi (Honi soit qui mal y pense) vi ha collocato il Museo delle Bande Musicali; in parte la torre è ancora in restauro.
Dopo il ponte e il cavalcavia sulla ferrovia la strada sale verso il paese (a destra bivio per Villamagna), e vi penetra con via della Pietra Rea, dove in realtà, al contrario di quanto sostiene la guida del Touring Club, nessuno ti indica la famosa pietra da cui furono arringati i congiurati diretti ad Anagni per lo schiaffo; la via termina con la piazza detta del "Muraglione", che in realtà si chiama "dell'Arringo" sempre con riferimento agli eventi del 1303.
Sulla piazza del Muraglione si trova anche il monumento ai caduti, un frammento di muro con affresco (forse rappresentante S. Sebastiano e altri santi) della chiesetta duecentesca dell'Arringo, ora distrutta, e soprattutto la terrazza con bellissima vista sulla valle del Sacco, sui monti Ernici e, in lontananza, sui Castelli romani.
Dalla piazza del Muraglione parte il Corso (Corso della Repubblica), teatro dello "struscio", che termina sulla piazza Pietro Sterbini (detta semplicemente "la piazza"), dove si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta della metà del 1700, con facciata recentemente (1966) rifatta in laterizio con ampio portale originale rettangolare di monoliti di calcare. I tre portali in bronzo della chiesa sono stati eseguiti dallo scultore anagnino Pietro Gismondi (1906-2003). L'antico campanile è separato dalla chiesa e si trova sul suo lato posteriore destro (su via 2 giugno), e poggia su un banco di roccia. Sempre su piazza Sterbini si trova la massiccia torre dell'orologio, della fine del 1800, è a tre piani e poggia su un ampio arco a tutto sesto, dopo il quale, sulla destra, si trova il Municipio.
Proseguendo dopo l'arco della torre sulla sinistra si sale agli imponenti ruderi della Rocca, costituiti dal solo basamento, sormontato da un pino a ombrello, la cui sagoma è visibile da lontano, perfino all'autostrada.
I vicoli intorno alla rocca sono molto caratteristici, stretti, tortuosi, spesso con scalinate, e per le loro dimensioni il quartiere è detto "bùcio pellìccio" cioé "buco del setaccio".
Scendendo dalla Rocca oppure scendendo da piazza Sterbini per la "via del Carpino", si trova a sinistra la via che scende al quartiere di S. Giovanni, con la chiesa barocca, con soffitto affrescato nel 1888, situata su una piazza con giardinetto e terrazza, anche se meno panoramica del Muraglione.
Scendendo ancora per la via del Carpino, e risalendo dopo un tratto in piano, si arriva al cimitero, affiancato dalla chiesetta di S. Maria in Viano, che anticamente era annessa a un monastero cistercense, di cui si conservano pochi resti. Per questo motivo la chiesetta è più nota come "Badia" e come tale è di solito indicata nei cartelli.
La Badia ha origini antichissime, almeno dell'XI secolo, e ospitò le figlie delle più importanti famiglie feudali della zona, in qualità di badesse o di semplici suore.
La chiesetta ha una facciata a capanna asimmetrica, con una monofora da un lato e una bifora dall'altro; entrando dal piazzale si accede a un vestibolo, su cui si apre un portale in pietra che dà accesso alla chiesa vera e propria. Sulla lunetta che sormonta l'architrave del portale, è affrescato un Cristo a mezzo busto, in stile bizantino, con la destra levata a benedire e la sinistra recante un libro aperto.
Sulle pendici della montagna, poche centinaia di metri a monte del paese, si possono visitare i ruderi della chiesetta di San Nicola (Santo Nicola), del XIII secolo, di cui rimangono solo le mura in pietra calcarea bianca. Nei resti si riconosce la presenza di due piani, il resto di una volta a crociera, una porta laterale, e sul portale principale, una lunetta. Accanto alla chiesetta si apre un cunicolo, da cui d'inverno nasce un ruscello che scende a valle in paese. Da San Nicola si può partire per escursioni sui monti Lepini, ricchi di boschi, sorgenti e grotte.
A mezza costa sulla montagna a sud del paese, a 693 metri di quota, con una mulattiera si raggiunge l'eremo di S. Leonardo, eretto sui resti di un monastero di monaci della congregazione del Santo Spirito di Maiella, che poi divenne congregazione dei Celestini, dopo che il suo fondatore Pietro da Morrone venne eletto Papa nel 1284, con il nome di Celestino V.
Alla stessa congregazione appartennero gli insediamenti di Sant’Antonio Abate a Ferentino e Sant’Antonio a Supino. La data di fondazione dell'eremo è incerta, ma è probabilmente molto antica.
San Leonardo di Noblat visse nel VI secolo ed è il santo patrono di Sgurgola fino dal 1200.
Nell'eremo è conservata la sua statua che, in occasione della festa patronale del 6 novembre, è portata in processione nella chiesa parrocchiale del paese con fiaccole e fuochi d'artificio.
Dopo la festa, che prevede anche una tradizionale fiera, la statua è di nuovo portata all'eremo, sempre in processione.
Presso San Leonardo sgorga una fonte d'acqua perenne e non molto oltre si trova la Fonte dell’Acero.
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Itacla
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Claudio Morselli

Registrato: Ottobre 2010
Posts: 2,779
Ven Ottobre 22, 2010 06:10

Bellissimo il paesello, ottima anche la foto. Complimenti !
Mirko Rubaltelli
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Registrato: Settembre 2010
Posts: 359
Ven Ottobre 22, 2010 06:48 Voto: 9.00 

Della serie è quella che preferisco,ottimo il punto di ripresa,complimenti !!!


ciao e buona giornata,
Mirko
Freddy Adams
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Registrato: Marzo 2010
Dettagli: Livorno
Posts: 3,491
Ven Ottobre 22, 2010 07:48

Bellissimo paesello arroccato sul cucuzzolo

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clementi
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Admin

Registrato: Marzo 2009
Dettagli: Roma
Posts: 7,302
Ven Ottobre 22, 2010 11:10

un altro gioiello laziale anche se come la maggior parte dei paesi del Frusinate è rovinato dai palazzi moderni
Silvio Sorcini
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Registrato: Aprile 2009
Posts: 25,382
Ven Ottobre 22, 2010 19:35 Voto: 9.00 

Bello il paesino arroccato sul cucuzzoletto, mitica Sgurgola
longroute
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dilettante allo sbaraglio

Registrato: Settembre 2009
Posts: 6,075
Ven Ottobre 22, 2010 21:47

Ormai anche tu sei uno specialista in Borghi. Hai trovato un ottimo punto di ripresa e l'hai sfruttato bene.
Buona fine di settimana, io come il solito me ne vado al mare!
Fellini
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Alessandro Tura

Registrato: Settembre 2009
Posts: 10,921
Ven Ottobre 22, 2010 22:41

Bello questo borgo, mazza che descrizione però!!!
Mi piace il pov e le condizioni, forse avrei polarizzato (scurito) un pochimo più il cielo, per il resto è magnifica la sequenza di case che si inerpicano sulla collina...il pino in cima una vera chicca!
Buon fine settimana
lucabellincioni
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Registrato: Dicembre 2009
Posts: 3,250
Sab Ottobre 23, 2010 12:07

sulla strada per salire a Sgurgola di questi tempi ci sono molti scorci fotografici nella campagna. A monte del paese invece si trova un eremo assai interessante.
Scuola De Amicis Treviso
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Registrato: Settembre 2009
Posts: 2,235
Mer Novembre 2, 2011 12:48 Voto: 10.00 

Ciao RELEONE ,
bellissimo panorama Smile
Che bella cittadina !
la foto è venuta benissimo , in primo piano ci sono le case e come sfondo un bellissimo cielo con delle belle montagne ! Wink
saluti da Chiara e Maddalena .

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